Chi l’avrebbe detto?

Anno dopo anno, ritrovarsi ancora qua ad auto celebrare il mio compleanno. Lo so che sembro un po’ egocentrica e forse lo sono, ma la realtà è che ogni anno sono stupita del fatto di essere ancora qua. Ancora un anno è passato e pensavamo, di nuovo, di esserci lasciati alle spalle la pandemia e invece il virus maledetto è ancora con, anche se, forse, adesso siamo riusciti a trasformare tutto questo in qualcosa di controllabile. Non avremo più la vita di prima e chi lo dice mente. Avremo una nuova normalità, diversa da quella di prima, ma che ci consentirà di vivere una vita un po’ più tranquilla di quella che abbiamo vissuto in questi ultimi due anni. Anche per me è stato un anno impegnativo, pieno di alti e bassi, di momenti difficile e di piccole gioie. A volte il mio stato mentale vacilla ancora, dopo tanti anni, sotto i colpi della malattia che mi fa compagnia ormai da tanti anni. Cerco di reagire, di ribattere ai suoi colpi, ma a volte è difficile, a volte non riesco e devo rinchiudermi a riccio nel mio piccolo mondo sicuro, dove i mostri non possono entrare o, se lo fanno, posso combatterli.
D’altronde chi avrebbe detto vent’anni fa, che sarei arrivata nella seconda metà dei quarant’anni? Io no di sicuro, certa com’ero che sarei morta molto prima e probabilmente in qualche modo poco piacevole, ammesso che morire possa mai essere piacevole.
Non mi interessava niente che non riguardasse me e il momento che stavo vivendo, gli altri e il domani non esistevano esistevo solo io, qui ed ora e ciò che mi andava di fare e che avrei fatto.
Mai avrei pensato allora che vent’anni dopo sarei stata qua a scrivere questa cosa in una casa, con un marito e due figlii, nell’attesa di prepararmi per uscire a festeggiare il mio 46mo compleanno con mio marito, lasciando i figli a casa da soli. E invece eccomi qua, con un mio posto nel mondo e nella vita, con uno scopo e la voglia di rimanere su questa terra ancora per un po’.
Ma non troppo, perché poi, a lungo andare, romperei i coglioni.

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