Pensieri di notte #1

Non scrivevo da mesi, e quell’unica volta lo avevo fatto in occasione del mio compleanno, come se avessi voluto celebrare il fatto che fossi ancora qua, dopo tanto tempo. Torno a scrivere in questa notte solitaria, la seconda di fila che passo senza dormire, perché quando sei come me il sonno non è tuo amico. Il sonno è abbandonarsi a qualcosa che somiglia troppo all’oblio della morte, è entrare in un mondo dove i tuoi mostri la fanno da padrone, nel quale loro ti aspettano per aggredirti ad ogni passo che fai. E allora il sonno lo eviti, oppure cerchi di scivolarci dentro passando per qualcosa che ti impedisca di pensare, come un documentario di storia o una compilation di canzoni che ti fanno stare meglio. Ma è tutto inutile, perché quando sarai di là loro ti aspettano, sanno che sei indifesa e non aspettano altro per attaccarti.
Sono stanca, tanto stanca. Stanca di tutto. Di me, del mondo, della mia vita. Incastrata tra la voglia di distruggermi del tutto come tante volte ho provato a fare in passato e la necessità di restare in questa vita che spesso detesto, ma dove c’è chi ha bisogno di me per andare avanti, le stesse persone che amo talmente tanto da non poter pensare di fare a meno di loro.
Avrei una dannata voglia di lasciare che quei mostri che popolano i miei sogni e i miei pensieri mi prendessero e mi portassero via con loro una buona volta, chissà magari troverei la pace che la mia anima sogna da tanto tempo.
Ma non posso. Devo combattere ancora e sempre. Perché io sono quella che non cede mai, credono loro. Quella che tutti sanno che troveranno lì dove si aspettano di trovarmi.
Madre, moglie, capo, collega, amica, Chiara c’è sempre. Almeno finché non si romperà le palle e, come Richey James Edwards, una bella mattina sparirà per sempre e nessuno la troverà mai più.

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